In Memoria
PIETRO RESCIGNO

Dei quasi 50 anni della Fondazione Calamandrei (costituita nel settembre 1978) più di 45 sono intrecciati con le attività e le ispirazioni di Pietro Rescigno. Anche se formalmente entrò a far parte del consiglio di amministrazione solo nel 1999, egli è sin dall’inizio coinvolto nella promozione delle sue iniziative, a cominciare dalla intensa organizzazione dei molteplici convegni e seminari che in tutta Italia si tennero per accrescere ed approfondire la riflessione intorno al neonato diritto all’identità personale.
Svolgerà la relazione generale all’amplissimo convegno (tre giorni) tenutosi a Roma nell’ottobre 1980 ed i cui atti sono stati raccolti nel volume “L’informazione e i diritti della persona” per i tipi della Jovene. Componente il comitato scientifico della Fondazione fornirà il suo contributo di riflessione e di indirizzo in molteplici iniziative svoltesi negli anni successivi fra le quali merita di essere ricordata quella sulla antesignana proposta di riforma dell’ordinamento giudiziario che si articolerà in tre incontri romani fra il 1983 e il 1984 e nella quale Rescigno tratterà con l’acume e l’equilibrio che lo ha sempre contraddistinto il tema della responsabilità del magistrato.
Nel 1985, assieme a Guido Alpa, è il promotore de “Il diritto dell’Informazione e dell’Informatica”, dando alla neonata Rivista tutto il suo indiscusso prestigio che le hanno consentito, per così dire, lo svezzamento ed una costante crescita ed affermazione.
I contributi sulla Rivista
Sulla Rivista Rescigno interverrà con numerosi suoi scritti. Già il primo fascicolo si apre con il suo “Il danno non patrimoniale (le “letture” dell’art. 2059 tra interpretazione e riforma”)”.
E poi non si possono non ricordare ex multis:
- “Sui profili civilistici del diritto dell’informazione” del 1987;
- “Traduzione e adattamento di films stranieri” del 1989;
- “Concessione del servizio radiotelevisivo, edizioni musicali, contratti imposti” del 1991;
- “L’informatica al servizio del dialogo fra dottrina e giurisprudenza” del 1994;
- “Propaganda dei prodotti da fumo: sui confini del divieto” del 1997.
Ma Rescigno, da Direttore, non si limiterà a contribuire con propri scritti, ma sulla Rivista convoglierà i lavori di suoi allievi, già in cattedra o in formazione (fra cui De Giorgi, Gentili, Cuffaro, Bianchini, Barenghi, Zoppini).
Peraltro, il contributo di Pietro Rescigno alla esistenza della Fondazione si manifesta anche quando nel 1986, del tutto inopinatamente, il Gruppo parlamentare radicale – soggetto fondatore – agì per far dichiarare la revoca dell’atto di fondazione. Il prof. Rescigno, con tutta l’indiscutibile autorevolezza proprio in materia di enti del primo libro, assunse la difesa processuale della Fondazione ottenendo una inequivoca decisione del Tribunale di Roma (15.12.1987, in Giustizia Civile 1988, I, 1330) di rigetto della domanda.
Occorrerebbero pagine e pagine per anche solo elencare le innumerevoli ulteriori iniziative nelle quali Pietro Rescigno è artefice. Piace ricordare solo tre episodi:
1. Alghero, Settembre 1997: Nel settembre 1997 la Fondazione organizza ad Alghero il primo convegno nazionale dedicato alla, da poco entrata in vigore, prima legge italiana sulla protezione del dati personali (L. 675/96). In quella occasione, in una sala straboccante di centinaia di partecipanti, Rescigno offrirà le sue meditate riflessioni (riportate nel volume “Trattamento dei dati e tutela della persona”, edito da Giuffrè).
2. Amalfi, 1998: E l’anno successivo, quando in occasione dell’incontro sulle “Reti metropolitane di telecomunicazioni” gli venne conferito nella suggestiva cornice della Cappella Palatina il titolo di “Duca di Amalfi – Maestro del Diritto”.
3. Curatela Calamandrei, 2008: Nel 2008, su iniziativa coordinata dall’allora presidente della Fondazione Alfredo Viterbo, Rescigno ha contribuito a curare e commentare la conferenza di Piero Calamandrei Fede nel diritto (1940) (edita da Laterza), insieme a Guido Alpa, Gustavo Zagrebelsky e Silvia Calamandrei.
Come si vede, una vicinanza mai cessata, fino alla festosa celebrazione da parte di un centinaio di allievi e amici, in occasione del suo 95° genetliaco.
“In sintesi la storia della Fondazione e della sua Rivista è illuminata dal pensiero e dalle azioni di Pietro Rescigno, che, assieme al compianto Guido Alpa, ha saputo indirizzarla e sapientemente guidarla. Egli – come tutti i grandi Maestri dopo la loro dipartita – ci lascia dunque un compito davvero arduo alla cui prosecuzione speriamo di poter essere all’altezza.”