📙 VI Edizione (2026)
Esito e Decisione della Giuria
La Giuria del VI Premio “Giulia Cavallone” (2026), presieduta dal Procuratore generale emerito Giovanni Salvi e composta dal Professor Luca Luparia e dalla Professoressa Cristina Mauro, si è riunita e ha deliberato all’unanimità di assegnare il premio alla Dr.ssa Sara Lilli.
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Vincitrice Premio “Giulia Cavallone” 2026
Dr.ssa Sara Lilli
“Criminalità informatica e cooperazione pubblico-privato: questioni di diritto penale e processuale nella gestione del rischio cibernetico” Dottoranda presso la Scuola Superiore Sant’Anna e l’Istituto IMT Scuola Alti Studi di Lucca |
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📅 Cerimonia di Consegna e Seminario
Premiazione il 30 Ottobre 2026 a Roma
Il Premio verrà consegnato durante il seminario dal tema “Il principio del consenso nei reati sessuali”, che si svolgerà a Roma il 30 ottobre 2026 presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre. * La locandina con il programma dettagliato dell’evento è in corso di pubblicazione. |
Motivazione della Giuria
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La selezione del vincitore del Premio Giulia Cavallone per il 2026 è anche quest’anno di particolare difficoltà. La qualità delle proposte dei candidati è mediamente di ottimo livello e molte sono le proposte originali con saldo approccio scientifico. I curricula di molti candidati, poi, indicano esperienze di formazione e di impegno, che dimostrano la disponibilità ad intendere il proprio ruolo in termini di contributo alla crescita civile del Paese e alla solidarietà. Il numero e la qualità delle candidature indicano l’apprezzamento che il Premio, inteso a offrire a giovani studiosi la possibilità di completare la propria ricerca con soggiorni presso Istituti universitari o di ricerca all’estero, ha ormai raggiunto. Laureata all’Università di Pisa con una tesi sulle prospettive nell’uso di sistemi di riconoscimento facciale automatico in procedura penale, Lilli propone di completare la ricerca con un periodo di studio di tre mesi presso l’Universidad Complutense di Madrid (professor J. C. Ortiz Pradillo) e un ulteriore periodo di tre mesi presso l’Università di Liverpool (professor Valsanis Mitsilegas). Il curriculum menziona diverse esperienze professionali nell’ambito dell’insegnamento (corsi in materia di prevenzione di violenze di genere e di criminalità informatica), numerose partecipazioni a conferenze e seminari (per lo più in materia di criminalità informatica), un master in materia di protezione dei dati personali e criminalità informatica e diverse pubblicazioni, per lo più in materia informatica e di protezione dei dati. |
Il Progetto di Ricerca
Il progetto di ricerca è incentrato sul contrasto ai reati informatici e sulle dinamiche della cooperazione pubblico-privato nella prevenzione e repressione in una prospettiva ampia, che permetta di confrontare le categorie fondamentali del diritto penale, del processo penale e della cooperazione giudiziaria internazionale con la diffusione “capillare” delle tecnologie digitali e di dispositivi mobili.
Sulla base di una disamina delle caratteristiche specifiche del cyber, la candidata sottolinea che le criticità emergono con particolare evidenza sul piano processuale. La prova digitale presenta caratteristiche peculiari: essa è spesso volatile, facilmente alterabile e frequentemente collocata in sistemi distribuiti o in infrastrutture cloud, gestite da soggetti privati operanti su scala globale. In tali ipotesi, gli strumenti tradizionali di cooperazione giudiziaria risultano spesso inadeguati, sia per la difficoltà di individuare lo Stato competente, sia per l’incompatibilità tra i tempi della cooperazione e la rapidità di circolazione dei dati.
Il progetto muove dall’esigenza di affrontare la criminalità informatica come fenomeno che incide sulla tenuta complessiva delle categorie del diritto penale e del processo penale. Il suo principale carattere innovativo va trovato nel legame tra gli aspetti penalistici e quelli che riguardano la sicurezza nazionale e i temi della disciplina specifica della cybersicurezza.
Esso mira ad individuare, attraverso un’analisi sistematica, comparata e multilivello (esperienze concrete ed esame della giurisprudenza), possibili linee di evoluzione, idonee a garantire un equilibrio tra effettività della tutela e salvaguardia delle garanzie e dei diritti fondamentali. L’ambizione è di proporre, in ultima analisi, linee guida di governance della cybersicurezza. Progetto approfondito, redazione chiara e elegante.
La tematica della ricerca, fondata su un approccio al tempo stesso sostanziale, processuale, comparatistico, è molto attuale soprattutto dal punto di vista internazionale per l’applicazione della convenzione di Budapest e la recente adozione della convenzione ONU contro la cybercriminalità.
Soggiorni di Studio e Referenze
La scelta della destinazione è ben giustificata nel progetto e ad esso coerente. Il progetto esamina infatti in maniera approfondita gli obiettivi e le modalità della ricerca nel soggiorno presso le Università Complutense di Madrid e di Liverpool.
Nel soggiorno presso l’Universidad Complutense de Madrid, sotto la supervisione del Prof. Juan Carlos Ortiz Pradillo, l’attività di ricerca sarà dedicata allo studio del diritto penale e processuale spagnolo in materia di criminalità informatica, con particolare attenzione ai modelli di incriminazione, agli strumenti investigativi, e ciò a ragione della particolare attenzione che in questa fase viene dedicata in Spagna all’adeguamento normativo alle nuove sfide.
Nella University of Liverpool, sotto la supervisione del Prof. Valsamis Mitsilegas, l’attività di ricerca sarà orientata all’analisi del sistema di common law, con particolare riguardo alla disciplina della prova digitale, ai modelli di enforcement, nonché ai profili di diritto penale europeo e cooperazione giudiziaria in materia di criminalità informatica.
Le lettere di referenze della professoressa Gaetana Morgante (supervisore del dottorato) e del professor Paolo Prinetto sottolineano le spiccate conoscenze in ambito giuridico, l’autonomia di ricerca, l’apertura verso i temi cyber e la grande capacità di collaborare, in modo proattivo, in progetti multidisciplinari.




