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La quantificazione e liquidazione del danno alla reputazione in 620 sentenze del Tribunale civile di Roma (2015-2020)

PIEREMILIO SAMMARCO
VINCENZO ZENO-ZENCOVICH

INDICE DELLA RICERCA:

  • La quantificazione del danno alla reputazione; ricognizione su 620 sentenze del Tribunale civile di Roma
    (2015-2020)
  • Quadro riassuntivo delle vicende, dei motivi e dei criteri
    liquidatori nelle decisioni del Tribunale di Roma
    2015-2020 in materia di lesione della reputazione
  • Tavola sinottica delle sentenze di accoglimento di do- mande per lesione della reputazione – Tribunale di Roma
    (2015/2020)
  • Tavola sinottica delle sentenze di rigetto di domande per
    lesione della reputazione – Tribunale di Roma 2015/2020

Ricerca

PAOLO CONTE, GIORGIO RESTA (Università Roma Tre) Dialogo su diritto e musica

“Il diritto dell’informazione e dell’informatica” è particolarmente
lieta di ospitare in questo fascicolo un’intervista
al Maestro Paolo Conte, uno degli artisti italiani più
raffinati e rinomati in tutto il mondo. Cavaliere di Gran Croce
della Repubblica Italiana, Chevalier dans l’Ordre des Arts et
Lettres della Repubblica Francese, Grande médaille de Vermeille
de la Ville de Paris, Professore ad honorem dell’Università di
Parma in linguaggi musicali della contemporaneità, titolare di
lauree honoris causa (in lettere moderne, pittura e musicologia),
Paolo Conte è non soltanto uno dei massimi cantautori italiani,
ma anche un giurista.
Nato a Asti il 6 gennaio 1937, il Maestro Conte si è laureato in
Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma nel 1962
e ha svolto la professione forense per lunga parte della propria
vita, prima di dedicarsi come occupazione principale alla carriera
artistica.
L’esperienza professionale del Maestro costituisce quindi uno
straordinario laboratorio attraverso cui indagare e riflettere
sulle intersezioni tra diritto, arte e cultura umanistica.
Una Rivista, come la nostra, da sempre attenta ai temi delle
nuove tecnologie, della libertà d’espressione artistica e della
protezione giuridica delle opere dell’ingegno, si arricchisce così di
un contributo d’eccezione da parte di chi ha praticato il diritto e
l’arte musicale, conseguendo traguardi e riconoscimenti di straordinario
valore.
In un contesto sempre più caratterizzato dal ruolo della tecnica,
si può trarre dalla sua testimonianza il monito a non
dimenticare l’importanza che l’arte e la cultura umanistica continuano
ad avere per la formazione del giurista, non meno di
quanto il linguaggio e il ragionamento giuridico possano significare
per la produzione artistica.

DIALOGO SU DIRITTO E MUSICA